Filati e trame della tradizione nei colori de “Su Ballu Tundu”

ONANÌ — In occasione della manifestazione “Tenores e Sonete”, svoltasi l’11 e il 12 ottobre 2025, il Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità di Onanì ha proposto l’attività “Filati e trame della tradizione nei colori de Su Ballu Tundu”, un percorso pensato per avvicinare il pubblico ai temi della sostenibilità attraverso la valorizzazione dell’identità locale. L’obiettivo dell’iniziativa era quello di trasmettere, in modo semplice e coinvolgente, concetti fondamentali come il rispetto per l’ambiente, il legame con il territorio e la tutela delle tradizioni. Per farlo, il CEAS ha allestito uno spazio espositivo articolato in due sezioni. La parte interna del Centro è stata trasformata in un piccolo viaggio nella cultura di Onanì: fotografie storiche, video, materiali multimediali e alcuni pezzi originali del costume tradizionale hanno raccontato colori, simboli e significati del patrimonio locale. Un allestimento pensato per mostrare come la tradizione tessile e il folklore del paese siano strettamente intrecciati con il paesaggio e con le risorse naturali.

Nel cortile esterno del CEAS è stata allestita la seconda parte dello spazio espositivo, dedicata alle piante tintorie locali e alla tradizione tessile del territorio. Cartelli informativi, esemplari di specie utilizzate storicamente per la produzione dei colori naturali e antichi manufatti — tra cui piccoli arazzi realizzati con filati di lana di pecora tinta — hanno offerto ai visitatori un quadro immediato e concreto del legame tra ambiente, risorse vegetali e saperi artigianali. Questa sezione ha rappresentato il punto di partenza per una dimostrazione pratica di tintura con le erbe tintorie, durante la quale sono state illustrate le fasi principali del processo: dall’estrazione del colore alla tintura dei filati. La dimostrazione è stata accompagnata anche da una presentazione delle tecniche di tessitura su telaio quadro, con un approfondimento dedicato all’antica produzione locale dell’orbace, tessuto tradizionale ottenuto dalla lavorazione della lana sarda.

L’attività ha permesso ai partecipanti di osservare da vicino un patrimonio di conoscenze che unisce natura, cultura materiale e identità locale, mostrando come la sostenibilità possa essere raccontata anche attraverso i gesti e i colori della tradizione.